i mille colori di un sensore monocromatico

Di motivi per acquistare un sensore monocromatico ce ne sono diversi, e tra questi possiamo di certo elencare la sua versatilità. Infatti, se con una “one shot camera” siamo abituati ad avere sempre il classico rgb, col monocromatico possiamo sbizzarrirci. Quando ho acquistato la nuova ccd SBIG st-f 8300 ho proprio deciso di sbizzarrirmi, sfruttando tutti i filtri a mia disposizione per inaugurare il mio ultimo acquisto. Essendo piena estate non potevo che puntare NGC 7000, classico oggetto estivo, in particolare la zona della nebulosa chiamata “il muro”. Su questa porzione di cielo, appartenente alla costellazione del Cigno, ho ripreso per diverse serate, nell’arco di circa due mesi, sfruttando tutti i filtri in mio possesso per creare più combinazioni possibili. Il telescopio usato è stato il mio piccolo Skywatcher 80ed col suo riduttore/correttore dedicato.

I filtri usati e i tempi di integrazione sono i seguenti:

R; G e B  Baader Planetarium – 9×300” per ogni canale ( 2.25 ore totali)

Luminance  Baader Planetarium – 23×420” ( 2.7 ore)

Halfa  7nm Baader Planetarium CCd Narrowband – 25×600” ( 4.2 ore)

O3  8.5 nm Baader Planetarium CCd Narrowband – 27×900” (6,75 ore)

S2  8nm Baader Planetarium CCd Narrowband – 18×900” ( 4,5 ore )

Tempo totale di integrazione di oltre 20 ore.

Unendo le immagini monocromatiche acquisiti con questi 7 filtri ho ottenuto 7 diverse combinazioni a colori! Con l’occasione ho anche scritto un breve tutorial per descrivere come ottenere alcune di queste combinazioni, in particolare Hubble palette e CFHT Palette. 

La prima combinazione è la più semplice e classica, un RGB così come si avrebbe da una camera a colori o reflex. Tempo di integrazione totale dell’RGB di 2.25 ore. L’immagine è poco dettagliata e rumorosa, proprio come mi aspetto che sia un rgb con così poca integrazione.

Il secondo passo è quello di aggiungere la Luminanza a questo RGB, essa non solo abbatte il rumore, ma essendo più dettagliata restituisce qualche particolare in più, oltre ad accentuare le sfumature e differenze di luminosità della nebulosa. Tempo di integrazione totale dell’Lrgb di 5 ore circa.

Dalla nostra Lrgb possiamo andare ad accendere i suoi colori con le nostre immagini catturate in banda stretta, senza però andare a toccare o sostituire la luminanza stessa creando la terza immagine. In questa composizione HaO3Lrgb il canale rosso è amplificato dal segnale Halfa, mentre con il segnale dell’Ossigeno3 andiamo ad amplificare i canali verde e blu, lasciando la luminanza originale. Esposizione totale di 16 ore.

Ripartendo dalla nostra rgb andiamo ad aggiungere il filtro a banda stretta Halfa, usandolo con una duplice funzione. La prima è quella di andare a potenziare il rosso della nostra nebulosa, in secondo luogo si sfrutta come Luminanza. Così avremo un’immagine con la profondità ed il dettaglio dell’Halfa, con un bel rosso vivo che domina la nebulosa, ma perdendo quelle sfumature rosa/viola che ci aveva regalato la Luminanza vera. Anche confrontandolo alla HaO3Lrgb vista prima si nota un’enorme differenza in termini di colori e sfumature. Questa combinazione non è sempre possibile, infatti si usa l’Ha con questa doppia funzione solo nelle nebulose ad emissione la cui luminanza è in gran parte composta da emissione Ha, come nel caso della nostra NGC7000. Questa nostra Hargb ha un’integrazione pari a 6 ore e mezzo.

Per le ultime tre combinazioni lasciamo da parte i nostri file rgb e la nostra luminanza, concentrandoci solo sui segnali ottenuti in banda stretta. La prima combinazione sfrutta i già visti Halfa e O3, creando un terzo canale sintetico. Si assegna all’Ha il canale del rosso, all’O3 il blu ed andiamo a creare un verde sintetico dato da una miscela dei primi due, in questo caso dato dal 20% di Ha e 80% di O3. Tale composizione è chiamata “bicolor” perchè sfrutta appunto solo due canali per creare una tricromia. La creazione del terzo canale può subire variazioni nelle percentuali,si può variare da un 40% di Ha e 60% di O3, fino all’uso esclusivo di O3 (Rosso= Ha: verde=O3; blu=O3). Integrazione totale per questa bicolor di 11 ore.

Per le ultime due immagini è finalmente il momento di sfruttare anche lo Zolfo (S2). Assegnando il canale rosso all’Ha, il blu allo S2 ed il verde all’O3 si ottiene la poco nota CFHT palette, acronimo di Canada-France-Hawaii-Telescope. É infatti la combinazione cromatica usata dal team di queste tre nazioni per elaborare le immagini ottenute dal telescopio presente sul Mauna Kea. Ho descritto qui come sono arrivato a questa immagine in pochi passi. Integrazione di 15 ore e mezzo.

In ultima la celebre Hubble Palette, resa famosa dalle strepitose immagini del telescopio spaziale Hubble. Esse sono combinate andando ad assegnare l’S2 al canale rosso, Ha al verde e O3 al blu, creando delle uniche immagini con sfumature blu e d’oro, facilmente replicabili anche seguendo questo tutorial. Integrazione identica a quella della CFHT palette dato che si usa le stesse immagini di partenza.

Per concludere non può mancare un’unica immagine con tutte le nostre combinazioni in serie, così da mostrarne meglio differenze e peculiarità!

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