L'ARTE DELLA CRITICA
grazie ai social network e blog le nostre immagini raggiungono un pubblico sempre più vasto e trovando oltre agli apprezzamenti anche critiche anche molto pesanti, ma la critica non è sempre negativa come si pensa, anzi
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L’ARTE DELLA CRITICA

L’ARTE DELLA CRITICA

Credo di non sbagliare nel dire che tutti, principianti e professionisti, abbiamo pubblicato almeno una foto sui social, soprattutto oggigiorno in cui da essi passa gran parte della nostra vita. Social fotografici e non, forum, siti, blog, sono molte le piattaforme in cui carichiamo e mostriamo le nostre immagini per i più disparati motivi, che sia la ricerca di un consiglio, il semplice piacere di condividere o il pubblicizzare l’ultimo lavoro. Ognuno di noi sfrutta la visibilità che viene offerta dal web, e su questo non c’è nulla di male. L’aspetto su cui vorrei soffermarmi riguarda una conseguenza del nostro condividere: la critica. Perchè tutti abbiamo ricevuto almeno una volta una critica e tutti, almeno una volta, abbiamo criticato l’immagine di un altro. Ma la critica è uno strumento potente se usato in modo consapevole.

 

L’ARTE DELLA CRITICA

 

Ogni medaglia ha sempre l’altra faccia, e se oggi internet ci offre una grande visibilità ci lascia allo stesso tempo in pasto alle critiche degli altri, ed è facile che col tempo si prenda gusto noi stessi a criticare. Credo che la critica sia fondamentale per la crescita personale e per migliorare in questa passione. La critica non si deve limitare a dire “non mi piace”, la critica per essere critica deve  anche motivare il perchè, evidenziare il difetto, l’errore. La critica diventa in questo modo un punto di partenza per migliorare la foto successiva. E’ grazie alla critica che mi sono accorto di quel difetto nella mia foto e grazie a chi mi ha criticato eviterò di farlo in futuro. La critica non deve mai essere fine a se stessa. Dobbiamo prendere le critiche degli altri come consigli e spunti per il futuro, e se siamo noi a criticare dobbiamo anche spiegare le ragioni della nostra critica ricordando di quanto le critiche ricevute siano servite a noi stessi. Le critiche non ci devono abbattere, ma stimolare. Ricordiamoci che la critica può anche essere dura, ma non deve mai oltrepassare il limite dell’educazione e del rispetto reciproco. Purtroppo esistono persone che criticano per il solo gusto di farlo, persone che si credono arrivate ad un punto in cui possono giudicare dall’alto senza essere giudicati a loro volta, non fatevi abbattere da certe persone, per fortuna sono solo una piccola parte! Non amo nemmeno quel genere di persone che dicono sempre “bravo” e sempre “bene”, credo che non serva a nessuno sentirsi dire certe cose se in realtà le nostre foto presentano evidenti difetti, soprattutto se si è alle prime armi e non abbiamo ancora un occhio ben allenato. Quando una persona ci fa notare un difetto ci sta anche insegnando a riconoscerlo. Col tempo il nostro occhio sarà abbastanza allenato da renderci i primi critici di noi stessi, ed a quel punto i complimenti arriveranno veramente. Un “bravo” non aiuta a migliorare, una sana critica si. La critica deve incoraggiare, non mortificare.

 

LA SOGGETTIVITA’

 

Critichiamo il criticabile, nulla più. Dobbiamo qui però distinguere tra fotografia ed astrofotografia. L’astrofotografia è un genere di fotografia molto scientifica, le interpretazioni personali sono limitate, e difficilmente capita di stravolgere la realtà. Ma la fotografia tradizionale è un’arte, ed in quanto tale è soggetta alla mano dell’artista. Possiamo criticare la tecnica, possiamo criticare certe scelte, ma non possiamo discutere la visione del fotografo. 10 fotografi possono fotografare uno stesso soggetto in 10 modi diversi, mostrando 10 diverse idee, 10 stili, 10 diversi usi dei colori, bilanciando i colori in 10 modi diversi, alcuni sceglieranno il bianco e nero ed altri aumenteranno molto la saturazione, ma chi può dire quale sia la scelta giusta? il semplice gusto personale, ed in quanto personale è soggettivo. Possiamo non condividere certe scelte personali, ma non possiamo imporre le nostre. E le nostre opinioni possono non essere condivise dagli altri, ma dovranno sempre essere rispettate. E’ l’eterna lotta tra puristi e photoshoppari: è giusto o non è giusto elaborare le nostre foto? Ognuno ha la sua personale idea di elaborazione e postproduzione, c’è l’estremista, il moderato e chi assolutamente non ne vuol sentir parlare, ma sono solo opinioni. Personalmente credo che la postproduzione è benvenuta se serve a rendere migliore la mia foto, a rafforzare il messaggio, ma non deve rendere la foto meno naturale. Si usa dire che la postproduzione migliore è quella che non si vede.

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