ISLANDA

Terra di ghiaccio e fuoco, l’Islanda è considerata il paradiso dei fotografi. Ad ogni curva, ad ogni passo, si aprono maestosi paesaggi, infiniti orizzonti, è un susseguirsi di scenari unici, dalle lande desertiche a immensi ghiacciai, dalle grandi cascate a maestose scogliere a picco sull’oceano. In Islanda è praticamente impossibile smettere di scattare foto. Ma viaggiare in questo paradiso a volte può essere complicato. Clima, strade e distanze sono fattori che influenzano profondamente il nostro viaggio islandese. Ecco alcune cose da sapere prima di organizzare un viaggio in questa spettacolare terra, seguite dal racconto del mio personale viaggio nella speranza che possa essere d’aiuto a chi, dubbioso, si appresta a questa fantastica avventura.

DA SAPERE

L’Islanda è una delle nazioni meno popolate d’Europa e quasi la totalità delle città si trovano lungo la costa. In estate la temperatura difficilmente sale sopra i 20°C, e le notti sono fresche con temperature tra 0 e 5°, quindi è bene portare abbigliamento pesante anche se si viaggia a Luglio (il mese più caldo). D’inverno la costa Sud si mantiene mite grazie alla Corrente del Golfo che arriva a lambire l’isola, con temperature minime medie attorno ai -10°, mentre nella parte a Nord dell’isola si può arrivare facilmente fino ai -25°/ -30°C. L’isola si trova subito sotto il Circolo Polare Artico, di conseguenza non si ha il fenomeno del sole di mezzanotte ed il suo opposto della notte polare, ma a giugno la durata del giorno può arrivare fino a 22 ore e nelle restanti 2 il sole non scende mai troppo sotto l’orizzonte così che la luce del crepuscolo continua ad illuminare la notte, fenomeno che prende il nome di notti bianche. In inverno si ha il fenomeno opposto col sole che sorge per appena 2 ore nel mese di Dicembre. Le strade islandesi sono per lo più sterrate, meno del 10% della rete stradale islandese è asfaltata, ma sono tenute in ottimo stato e ben percorribili con le auto. Le strade sono ordinate in sequenza numerica, dove la 1 è la nota “Ring Road”, ovvero la principale strada islandese che, come dice il nome, compie un anello attorno a quasi tutta l’isola per un totale di 1336Km, non tutti asfaltati. Esistono alcune strade che presentano la sigla F di fronte al numero, tale sigla sta ad indicare una strada montana, a percorrenza esclusiva dei mezzi 4×4. Non arrischiatevi con una semplice autovettura in una F road, si rischia una doppia sanzione (dalla polizia locale e dalla compagnia di autonoleggio) oltre che a rimanere bloccati da qualche parte. Se disponete di una 4×4 e volete raggiungere le zone montuose interne tenete a mente che la zona centrale dell’isola è praticamente disabitata, munitevi quindi di una ruota di scorta e degli attrezzi giusti in caso di emergenza, e soprattutto assicuratevi di saperli usare. Da settembre a Maggio alcune di queste F road possono essere chiuse a causa delle condizioni meteo, mentre la ring road 1 resta praticamente sempre aperta, salvo eventi climatici particolarmente intensi. La moneta corrente è la Corona Islandese (ISK), potrete pagare ovunque usando le carte di credito e ritirare le corone direttamente dagli sportelli atm presenti anche se si può attraversare l’intera isola usando solo carte dato che ovunque troverete un POS. Se vorrete cambiare preventivamente i vostri Euro per una maggior tranquillità vi consiglio di muovervi con qualche mese di anticipo dato che la corona islandese è una moneta di non immediata reperibilità. I voli diretti dall’Italia partono quasi tutti da Milano, in particolare noi abbiamo viaggiato con la compagnia WoW Air atterrando all’unico aeroporto internazionale di Keflavik (KEF). Ma quanto tempo serve per un viaggio in Islanda? Ovviamente dipende da quante cose volete vedere, scopriamo alcuni esempi parlando del nostro itinerario.

L’ITINERARIO

Per un viaggio in Islanda possono bastare 2 giorni, oppure possono non essere sufficienti 2 settimane. Dipende da quello che avete in mente, da quante cose volete vedere e soprattutto da quanto volete spendere, perché l’Islanda non è un paese economico, inoltre va assolutamente preso in considerazione il noleggio di un veicolo se vogliamo essere liberi di seguire il nostro viaggio e non quello di altri. Se avete ha disposizione 2/3 giorni, per un viaggio “toccata e fuga”, vi basterà rimanere nei pressi di Reykjavik per avere un assaggio di Islanda, in particolare è adatto a voi il Golden Circle, circolo d’oro, che racchiude tre attrazioni tipiche Islandesi tutte a poca distanza. Potrete così ammirare il Parco Nazionale di Thingvellir, il geyser di Strokkur e la grande cascata d’oro di Gulfoss che dista circa 2 ore da Reykjavik. Per una permanenza di circa 5 giorni si può aggiungere al circolo d’oro anche la penisola di Snaefellsnes, una vera e propria Islanda in miniatura e resa celebre dal Monte Kirkjufell, ed un salto nella costa sud per visitare altre due celebri cascate: Skogafoss e Seljalandsfoss. Per viaggi di almeno una settimana inizia ad essere fattibile l’idea di girare l’isola lungo la Ring Road 1, fermandosi di volta in volta nei vari paesi e visitando le numerose attrazioni sparse lungo questa strada. In due settimane è possibile visitare completamente l’isola, aggiungendo all’itinerario lungo la strada 1 anche le deviazioni nelle zone montuose interne e nei famosi Fiordi Occidentali. Trovate tempo anche per un tuffo nei bagni termali presenti praticamente ovunque nell’isola.

Ed ecco infine il mio itinerario, 9 giorni, 2960Km percorsi in compagnia di due fantastici amici, a bordo di una Hyundai i30, dormendo in 7 posti diversi lungo la Ring Road. Non abbiamo potuto affrontare le strade montuose interne non avendo una 4×4 e per motivi di tempo abbiamo tralasciato i Fiordi Occidentali. Ed ecco un racconto dettagliato, giorno per giorno, del nostro viaggio con tutte le tappe ed i posti visitati seguiti da un video diario girato da me con la piccola GoPro Hero 5 session.

il nostro itinerario con in rosso le soste per la notte ed in verde l’aeroporto

in azzurro le posizioni delle attrattive visitate

Giorno 1 – IL GOLDEN CIRCLE

350 Km per il primo giorno islandese. Arrivati all’aeroporto alle 3 di notte abbiamo trovato l’auto pronta per noi, così, senza riposare nemmeno un minuto, siamo partiti all’avventura e ci siamo goduti una splendida alba alla sorgente termale di Gunnuhver. Da qui una passeggiata nella zona geotermica di Krysuvik. Dopo una bella colazione ed un caffè caldo abbiamo continuato verso Est fino a raggiungere il cratere allagato di Kerid. Sempre lungo la strada troviamo le cascate di Faxi, che ci anticipano lo spettacolo delle grandi cascate islandesi. Ed eccoci giunti nel primo pomeriggio in uno dei luoghi simboli dell’Islanda: Geysir. Geysir è un geyser ormai inattivo che ha dato il nome ha queste spettacolari colonne d’acqua e vapore che esplodono ad intervalli regolari, ma non temete, proprio a due passi dal vecchio e spento Geysir si trova il geyser di Strokkur, unico geyser attivo d’Islanda. A pochi chilometri dai geyser si trovano le spettacolari cascate di Gulfoss, altra attrattiva del golden circle. Siamo ancora molto vicino a Reykjavik e di conseguenza queste zone sono battute da molti turisti, tanto che alle cascate di Gulfoss è stato davvero difficile anche solo fare una foto ricordo. Prima di cena c’è ancora tempo per una deviazione verso Haifoss, un’altra grande cascata. Haifoss con i suoi 122 metri di altezza è la seconda cascata più alta d’Islanda, non perdete tempo cercandone foto sul web perché nessuna foto rende a pieno lo spettacolo che vi si apre davanti agli occhi quando sarete nel canyon di fronte alla cascata, probabilmente la ricordo come la più bella di tutta l’isola. La notte l’abbiamo trascorsa nella deliziosa Heimaland Guesthouse (qui il sito) godendoci anche un rilassante idromassaggio in giardino messo a disposizione per gli ospiti. Finalmente riposo? No! Non è finita qui, infatti dopo solo un’ora e mezzo di sonno suona la mia sveglia impostata per svegliarmi quando fosse diventato buio, uno sguardo fuori dalla finestra basta per vedere l’accendersi in cielo dell’Aurora Boreale, così tutti in piedi e via a goderci lo spettacolo della Fata Verde alle vicine cascate di Thjofafoss.

ghunnuver hot spring
strokkur geyser

Giorno 2 – IL SUD

Circa 200 Km per una delle tappe più ricche del viaggio, interamente sulla Ring Road 1. Si inizia con la splendida e scenografica cascata di Seljalandsfoss, nota per la possibilità di camminare anche dietro la cascata stessa, e la vicina cascata nascosta di Gljúfrabúi visibile solo addentrandosi in una piccola gola che la nasconde dall’esterno. Si prosegue in direzione di Skogafoss, la cascata perfetta, la più famosa cascata islandese. Ancora verso Est si trova la bellissima spiaggia di sabbia nera di Solheimasandur. Il colore nero è dovuto alla cenere e lava provenienti dai vulcani della zona. In questa spiaggia si trova il relitto aereo di un DC3 appartenente alla US Navy, ma prima di incamminarvi verso tale relitto sappiate che dall’area parcheggio al relitto ci vogliono circa 45 minuti a piedi, ed altrettanti per tornare. Proseguendo si trovano le bellissime scogliere di Dyrholaey nelle quali si gode di una bella vista panoramica sulla spiaggia nera ed in estate si trovano stormi di Pulcinella di mare che arrivano qui a nidificare, noti come Lundi (islandese) o Puffin (inglese) sono anche una specialità culinaria del posto. Ultima visita alla spiaggia nera di Reynisfjara nota per le bellissime colonne di basalto. Tornando indietro verso l’alloggio notturno ci siamo rilassati alle sorgenti naturali di Seljavallalaug, raggiungibili con una breve deviazione in auto seguita da una camminata di circa 15 minuti. Abbiamo trovato sistemazione per la notte nel campeggio Hamragardar a pochi passi dalla cascata di Seljalandsfoss, ripercorrendo a ritroso quasi tutto il percorso fatto la mattina, dormendo in tenda. La notte la ricordo per due motivi: per il gran freddo che ho sentito (ad agosto, dormendo con sacco a pelo e giubbotto!) e per la seconda Aurora in due giorni.

south iceland

Giorno 3 – IL GHIACCIAIO

Prima parte della tappa che ripercorre le strade battute il giorno prima per continuare il viaggio verso Est, totale di circa 340 Km. Dopo oltre due ore di viaggio tra infiniti campi di lava si arriva alla bellissima cascata di Svartifoss, sita all’interno del Parco Nazionale di Skaftafell. La cascata si raggiunge con una camminata di circa mezz’ora dall’area parcheggio, questa camminata attraversa una delle pochissime aree boschive di tutta l’isola, la cascata non è molto alta ma è circondata da spettacolari colonne di basalto che la rendono davvero affascinante. Da qui le lingue di ghiaccio del più grande ghiacciaio europeo, il Vatnajokull, iniziano a farsi sempre più vicine fino ad arrivare alle due baie glaciali di Fjallsarlon e Jokulsarlon dove osservare spettacolari iceberg tra i quali si nascondono le foche che vivono in queste coste. Di fronte alla baia di Jokulsarlon si trova la Diamond beach, ovvero una spiaggia in cui le onde riportano a riva i piccoli pezzi di ghiaccio distaccatosi dal Vatnajokull che rimangono qui, come piccoli diamanti nella nera spiaggia. L’Arrivo ad Hofn segna un confine nel nostro viaggio, infatti da qui in poi si lascia il Sud turistico della nazione per entrare nella regione dell’Est, meno abitata e molto meno affollata di turisti. Ad Hofn abbiamo soggiornato in un appartamento trovato grazie al sito AirBnB ed abbiamo gustato degli ottimi Lobster Sandwich nella zona del porto.

jökulsárlón glacier lagoon

Giorno 4 – L’EST

Si dice che l’Est sia il regno delle renne che qui vivono allo stato selvaggio. La popolazione di renne islandesi non è molto alta e per lo più si concentra qui anche se noi siamo riusciti ad avvistarne un solo esemplare. Questa zona offre delle strade uniche, che si snodano tra le montagne offrendo paesaggi incredibili come la 939 e la 95 che ci portano sulle rive del Lago Lagarfljot. Questo lago è divenuto celebre qualche anno fa grazie ad un video che riprendeva quello che è stato definito un mostro serpentiforme, video amatoriale di un abitante del posto che potete guardare cliccando qui. Dopo un pranzo al sacco sulle rive del lago si riparte diretti alle due splendide cascate di Litlanesfoss ed Hengifoss, dall’area parcheggio per raggiungere quest’ultima occorre camminare per circa 50 minuti, valutate bene i vostri tempi. Giunti a Egilsstadir abbiamo subito preso posto in un ostello per la notte, ma il sole è ancora alto e c’è tempo per altre due tappe. La prima ci ha portato alla cittadina di Seydisfjordur, colorata e vivace nonostante le piccolissime dimensioni, raggiungibile con la magnifica strada 93. La seconda tappa è stata in direzione del Mjoifjordur, il fiordo stretto, considerato uno dei fiordi più belli tra quelli orientali, noto per il relitto di una nave che giace sulle sue rive. Non so se questo è veramente il fiordo orientale più bello, quello che so però è che la strada 953 che porta qui è di sicuro la più spettacolare che abbiamo percorso in questi giorni. La sera siamo tornati lungo la strada 93 per assistere alla quarta Aurora in 4 giorni.

mjoifjordur

Giorno 5 – LE HIGHLANDS

Ci svegliamo con la sorpresa di una ruota bucata, per nostra fortuna Egilsstadir è una cittadina ben attrezzata e troviamo un centro dove ci riparano in pochi minuti il pneumatico. Partire per le Highlands con una gomma bucata non è una grande idea dato che gli altopiani islandesi sono una regione montuosa deserta, dove per 200 Km non abbiamo trovato nemmeno un centro abitato, un bar, un benzinaio. L’occhio si perde nell’infinito dell’orizzonte. Se avete una 4×4, qui è il posto giusto per sfruttarla. In questa zona si trova la maestosa cascata di Dettifoss, la cascata più potente d’Europa, vicina alle due cascate di Selfoss ed Hafragilfoss. Le strade per raggiungere Dettifoss sono due, una porta sulla riva orientale del fiume ed è la 864 la quale permette di raggiungere praticamente il bordo del canyon, mentre la 862 porta sulla riva occidentale da cui si ha una visione più ampia della cascata ed è facile raggiungere anche le altre due cascate vicine. Per la sera abbiamo preso posto in un campeggio lungo il lago Myvatn, ci siamo goduti un rilassante tramonto immersi nelle calde acque dei bagni naturali del lago perché ogni tanto ci vuole anche po’ di relax. Vi allego il sito del centro termale così da darvi un’idea sui costi e servizi proposti. La sera, dopo 5 giorni consecutivi di sole, assolutamente rari in Islanda, abbiamo potuto assistere alla quinta ed ultima Aurora del nostro viaggio. Dal punto di vista climatico siamo stati veramente fortunati.

Dettifoss waterfall

Giorno 6 – IL LAGO MYVATN

Volete un buon motivo per spingervi fin quassù? Il Lago Myvatn! Il lago Myvatn è letteralmente il lago dei moscerini, qui presenti in estate, la zona nella bella stagione è spesso coperta dalla nebbia. Questa zona è incredibilmente ricca di spettacoli della natura. Si inizia dal cratere allagato Viti, posto nella zona geotermica di Krafla, una grande zona di terra fumante, nel quale sorge una grande centrale termoelettrica. Nella strada che porta a Krafla, sulla vostra destra, potrete notare una doccia nel mezzo del nulla. Da quella doccia sgorga acqua termale calda ed è lì per essere usata, inoltre il fiume che scorre lì vicino porta acqua calda dalla zona geotermica ed è un buon posto in cui tuffarsi nelle acque calde in modo del tutto gratuito. Un’altra zona assolutamente da non perdere è l’area geotermica di Hverir, qui vi sembrerà di essere sulla luna. Se avete tempo fate due passi sulla cima della collina che domina l’area, tra solfatare e pozze di fango ribollenti. Bellissima la grotta allagata di Grjotagja, il cratere vulcanico di Hverfjall dal quale si gode di un bellissimo panorama sulla zona. Per finire a sud del lago si trova la zona di Skutustadagigar celebre per la sua serie di piccoli crateri ricoperti d’erba, resti di antiche eruzioni. Nella strada verso il nostro letto notturno ci siamo fermati alle cascate di Godafoss, le cascate degli dei, e da qui raggiunto velocemente Akureyri dove abbiamo pernottato nel bellissimo ostello Akureyri Backpackers ( sito) che consiglio per due motivi: offrono una birra di benvenuto e nell’ostello è presente una splendida sauna per gli ospiti! La baia di Akureyri e soprattutto la baia di Husavik sono luoghi ottimi per gli amanti del Whale Watching, inoltre su queste coste settentrionali e facile avvistare colonie di foche.

hverir geothermal area

Giorno 7 – L’OVEST

Nel settimo giorno il programma prevede un lungo spostamento fino alla capitale islandese Reykjavik. L’ovest islandese è famoso soprattutto per i suoi fiordi e per la penisola di Snaefellsnes, ma per visitarli in modo completo servirebbe un giorno in più di viaggio. Così abbiamo puntato dritto verso il Monte Kirkjufell, famoso in passato ed oggi ancora di più grazie al “Trono di Spade” che lo ha reso celebre, ed avendo tra di noi un vero fan della saga non potevamo non passare da queste zone. Molte scene della saga sono state girate qui in Islanda, così come svariati video musicali ed altri noti film, e non c’è da stupircene visti questi paesaggi. Da qui dritti a Sud verso la meta ultima del viaggio.

Giorno 8 – REYKJAVIK

Quello che sto per dire forse non piacerà a tutti ma è ciò che credo: se dovete organizzare un viaggio in Islanda, ed il tempo a disposizione è poco, potete evitare di visitare la capitale. Non perché Reykjavik sia una brutta città, ma perché essa non è all’altezza dello spettacolo naturale che ha da offrire l’isola e, personalmente, eviterai la visita in città piuttosto che una giornata tra le bellezze naturali islandesi. Ma se siete a Reykjavik fate due passi nel bellissimo centro storico fatto di edifici in legno, mangiate “fish and chips” nella zona del porto, osservate le particolari strutture dell’Harpa e della cattedrale cittadina. Reykjavik è disseminata di bellissimi murales, bellissimi quelli di Guido van Helten, e presenta anche interessanti musei. Se siete in zona e volete gustare una cena a base di piatti tipici islandesi vi consiglio di prenotare un tavolo all’ Islenski Barinn dove troverete tutte le specialità della cucina islandese come salmone, renna, pulcinella di mare (lundi) ed anche il famigerato Hakarl cioè squalo fermentato (o putrefatto, così ci capiamo meglio!) che noi non vedevamo l’ora di assaggiare. Consultate il menù dal loro sito. Il prezzo medio di una portata è di circa 16€ e difficilmente troverete posti più economici.

Giorno 9 – IL RITORNO

Il nono giorno è il giorno del ritorno a Milano. Ma avendo il volo nel primo pomeriggio abbiamo pensato di prenderci una mattinata di relax recandoci alla famosissima Blue Lagoon ovvero la piscina termale più bella e grande d’Islanda, attorno alla quale è stato costruito un vero e proprio centro benessere. Abbiamo scoperto appena arrivati che la struttura era al completo, qui è infatti necessario prenotare con alcuni giorni di anticipo (qui il sito per prenotare) e il costo d’ingresso si aggira sulle 50€ per l’accesso base. Così, senza disperarci, ci siamo goduti comunque un rilassante bagno caldo nelle acque della piscina termale del paesino di Reykjanesbaer che si trova a pochi Km dall’aeroporto, e ad un prezzo molto inferiore.

Oslo

il Video-diario del viaggio

Islanda - road trip
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